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Roberta Masat

Classe ’67, sono nata a Udine ma da sempre vivo a Pordenone.  Ironicamente mi definisco un “geometra prestato al credito” perché - pur provenendo da una formazione tecnica - dal 1991 lavoro in banca. 

Un’altra particolarità che mi contraddistingue è l’essere conosciuta come una incontenibile raccoglitrice di tappi di sughero; così appassionata  che in questi anni - insieme ad altri lungimiranti sognatori - ne ho raccolti e avviati al riciclo svariati milioni. 

 

Ho conosciuto la prima grande sofferenza in giovane età quando, a causa di reiterate patologie oncologiche, ho perso la mamma di soli 49 anni. Era una donna speciale che credeva nella vita, nei sogni, nei grandi progetti.

Nonostante il poco tempo trascorso insieme, da lei ho ereditato l’amore per l’ambiente, ho imparato a scoprire gli albori del riciclo e a condividere il suo innato rispetto per il pianeta.

In sua memoria quindi, grata per aver vinto la mia personale battaglia contro il cancro, ho dato vita a Tappodivino, Organizzazione di Volontariato che - dribblando impegni di lavoro e di famiglia -  coordino in Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale. Una realtà in costante crescita, composta da persone straordinarie, il cui unico obiettivo condiviso è lo scopo benefico ed ecologico di questa iniziativa.

Per vicende familiari e esperienze personali, il ricavato della vendita - ad aziende specializzate in bioedilizia - è destinato a onlus operanti in ambito oncologico.

 

 

Progetto ETICO, il riciclo dei tappi di sughero.

L'esempio che mi ha trasmesso la famiglia mi ha portata, un giorno di fine 2012, nella sede di Conegliano di Amorim Cork, una delle più grandi e intraprendenti multinazionali di origine portoghese, leader mondiale nel mercato delle chiusure in sughero con i suoi 28 stabilimenti, 78 società e 170 agenti.

E’ lì che mi sono imbattuta in “Etico” e ho conosciuto Carlos Santos, Amministratore Delegato e ideatore del progetto.

Ridurre l’impatto ambientale del suo processo produttivo per Amorim Cork è Etico. Tutelare le foreste, il loro ruolo di barriera contro la desertificazione sociale e ambientale è Etico. Riciclare il sughero già usato e trasformarlo nuovamente in materia prima è Etico. Condividere i benefici di questa operazione con l’ambiente e con chi ne ha bisogno è Etico.

Un’idea semplice ma geniale, fatta di eco-sostenibilità e solidarietà, che fa bene all’ambiente e a chi soffre. Una ‘visione’ cui anche mamma Mariarosa avrebbe aderito con slancio perché incarna molti dei valori che l’hanno accompagnata fino all’ultimo giorno, che mi ha trasmesso con grande amore e che per questo metto in pratica con "friulana determinazione" quali irrinunciabili principi di vita. 

La nostra storia 

Sono partita da sola nel 2013. I primi tempi giravo in bicicletta, raccoglievo i tappi nei bar di Pordenone e li stoccavo, prima nel mio garage, poi nel capannone e nei bilici della famiglia Moretto, da oltre 50 anni titolari di un’azienda che si occupa di gestione rifiuti. Un servizio ambientale a tutto tondo basato sul concetto “Rifiuti: il tesoro dimenticato…”. 

I loro numeri parlano chiaro !

Un’azienda d’avanguardia ma prima di tutto amici eccezionali, senza i quali mi sarei dovuta arrendere già da molto tempo; un supporto prezioso, fatto con il cuore e senza scopo di lucro, che mi ha permesso di superare le inevitabili difficoltà logistiche e di stoccaggio che si sono venute a creare con il costante e sbalorditivo aumentare della raccolta.

Come ho iniziato?

Una mattina mi sono posta il dubbio su come differenziare correttamente un tappo di sughero, simpatico reduce di un brindisi della sera prima che, come d’abitudine, stavo per buttare nell’immondizia.

Digitando in internet le parole chiave ‘RICICLO TAPPO SUGHERO’ - convinta di trovare un perentorio secco o umido- ho  incontrato il fantastico mondo di Etico, l’ho adottato coordinandolo nella mia terra con il nome di tappodivino: “divino” come la provvidenza, “di vino” come la bevanda preferita dai Friulani (e non).

Un modo simpatico e concreto di focalizzare gli interlocutori su ciò che facciamo, un lavoro che non conoscerà crisi considerato che solo, nel nostro Paese, ne vengono buttati quasi 1 miliardo all'anno. 

Altre realtà hanno iniziato a raccogliere dopo di noi in tutta Italia ma, delle 500 tonnellate complessive recuperate in questi anni, 120 sono nostre. 

Con questi strabilianti numeri, raccogliendo in Friuli, Veneto e Piemonte,  zone vocate a produrre e bere bene, gli amici  sostegono che a noi di tappodivino "piace vincere facile"!  Anche sì, ma la determinazione è tutta nostra.

Il mio personale impegno per l'ambiente

Amo riassumere il mio atteggiamento nei confronti del pianeta citando un proverbio attribuito agli indiani d’America: Non ereditiamo il mondo dai nostri padri ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli”; parole che ben sintetizzano quanto sia cruciale la nostra vita nei confronti della terra, quanto incidano le nostre decisioni e quanto rilevante sia la capacità umana di modificare ambienti ed equilibri. Comunque lo si veda è un grande dono ma anche una grande responsabilità.

Una consapevolezza che cerco di fare mia rendendola “contagiosa” attraverso il mio impegno nel sociale, che è una delle cose belle della mia vita.

Prospettive future

In questi anni ho scoperto che occuparmi degli altri, realizzare le mie idee e onorare i doni che sono i miei talenti, mi rende impagabilmente felice. 

Ho anche imparato come sia importante ridurre la nostra impronta ecologica  sul pianeta, migliorare il nostro impatto sull'ambiente, diventare ambasciatori della traccia di sostenibilità che, con il nostro impegno, lasciamo ogni giorno nel mondo .

 

Sono stata una malata di cancro fortunata, ho ritrovato la salute e un maggior senso della vita, recente consapevolezza che mi ha insegnato a dare il giusto valore al tempo.

L’obiettivo è continuare così, fino a che mi sarà possibile, sorretta da quest’onda di entusiasmo con cui mi circondano i volontari. Un'onda benefica che talvolta mi sommerge, talvolta mi fa toccare il cielo con un dito.

In una recente intervista, con il mio modo di vedere e agire, ho fatto tornare in mente alla giornalista Cinzia Ficco un pensiero di Marco Aurelio; diceva l’imperatore e filosofo romano: 

La felicità, l’angoscia, la gaiezza sono per natura contagiose. Porta la tua forza e la tua salute, soltanto la vita può racchiudere la vita. 

Ci sono voluti anni e più di qualche sofferenza prima che comprendessi fino in fondo il senso di queste parole e oggi capisco - ancor di più - quanto sia importante ciò che diceva la mia indimenticabile amica Renza Zanon:

”Vivere nella consapevolezza che insieme si vince sempre”

 

Roberta Masat